Continuiamo a parlare del telelavoro distinguendo le varie forme di lavoro a distanza:
Telelavoro da casa o domiciliare: è la forma più classica, si lavora da casa.
Telelavoro mobile: non c’è un luogo fisso di lavoro ma luoghi sempre diversi. Soluzione per venditori, tecnici di assistenza, rappresentanti…
Teleavoro da centri satellite o vicinanza: un’azienda colloca in uffici dislocati sul territorio uno più dipendenti, in questo modo risulta esserci una presenza più capillare della società sul territorio e si va incontro ai dipendenti che sono lontani dalla sede centrale .
Telelavoro office to office: si lavora da soli in ufficio ma allo stesso tempo si lavora in team perché si è in contatto attraverso l’ausilio di strumenti informatici con altri colleghi distanti fra di loro.
Azienda Virtuale: l’azienda gestisce l’offerta dei propri beni o servizi attraverso tecnologie informatiche e la produzione avviene mediante una rete di comunicazione che mette in contatto funzioni aziendali e persone che possono non avere una sede stabile.
Con il telelavoro il concetto di lavoro non è più ancorato al luogo fisico dell’azienda ma si basa principalmente sulla dislocazione geografica in cui si opera avvalendosi di moderni strumenti tecnologici quali computer, telefono, fax, stampante,posta elettronica, videoconferenze…..
Ma quanti telelavorano in Italia e Europa? In Europa sono stati fatti varie stime e sondaggi e la diversa concezione del termine telelavoro rende difficoltoso valutare la quantità ; si parla di un milone, 2.5 miloni….in America alcune fonti dicono 5 milioni altre 8 milioni di persone che telelavorano almeno una volta alla settimana da un ufficio satellite o da casa. In Giappone 396.000 ma si raggiunge il milione includendo chi lavora da casa almeno una volta alla settimana. Queste stime risalgono però al 1998, il progetto ECCAT dell’Unione Europea è arrivata alla conclusione che in Italia nel 1999 c’erano 584.000 telelavoratori e 135.000 erano occasionali. Nel 2001 invece si era raggiunto il milione.
Immaginiamo, visto la nascita di lavori che si possono svolgere a distanza, le tecnologie sempre più evolute che li supportano e l’aumento della richiesta e dell’offerta di questa forma di lavoro , che il numero sia cresciuto dappertutto negli ultimi anni.
Maggiori informazioni su questi due siti da cui abbiamo tratto le stime dei telavoratori:
http://www.telelavoro.rassegna.it/faq/faq21.htm
http://www.telelavoro.rassegna.it/press/telelav.pdf
Eva - Segretaria Virtuale- MBCenter Srl
………Il primo a parlare compiutamente di lavoro a distanza fu Jack Nilles, scienziato americano, esperto di politica dei trasporti, che propose nel 1973 i termini di telecommuting e di telework, il primo inteso come la possibilità di "portare il lavoro ai lavoratori piuttosto che i lavoratori al lavoro" e il secondo come "ogni forma di sostituzione degli spostamenti di lavoro con le tecnologie dell'informazione". I due termini furono coniati nel corso dei suoi studi sulla relazione tra tecnologie e mobilità per motivi di lavoro, e derivavano direttamente dal primo grande shock petrolifero che aveva fatto registrare una forte diminuzione nella quantità di petrolio e dei suoi derivati a disposizione dei paesi occidentali. In tale contesto il telelavoro poteva rappresentare, "una soluzione economica, ecologica e a misura d'uomo" alla scarsità di energia. Inoltre, riducendo il pendolarismo si sarebbero decongestionati i grandi centri urbani rendendoli più vivibili. Mentre il telecommuting, traducibile in "telependolarismo", si riferisce in termini allargati a una "mera delocalizzazione delle attività lavorative", in cui muta sicuramente "il dove si lavora" ma rimane del tutto inalterato "come si svolge il lavoro"; il telework invece, ossia il telelavoro in senso stretto, non implica soltanto di lavorare a distanza dalla sede centrale, ma anche la modificazione delle modalità operative, dei modi di comunicare, delle relazioni tra risorse, funzioni e competenze presenti all'interno e all'esterno dell'azienda. La differenza, dunque, si realizza soltanto laddove l'uso degli strumenti informatici e telematici influisce sulla situazione lavorativa, ma anche sull'intera struttura del lavoro.
In questa prospettiva dunque la definizione che si ritiene più esaustiva in questo momento è quella elaborata dalla Fondazione Europea di Dublino in cui si definisce il telelavoro come "ogni forma di lavoro svolta per conto di un imprenditore o un cliente da un lavoratore dipendente, un lavoratore autonomo o un lavoratore a domicilio, che è effettuata regolarmente o per una quota consistente del tempo di lavoro da una o più località diverse dal posto di lavoro tradizionale utilizzando tecnologie informatiche e/o delle telecomunicazioni"……
Esempi di telelavoro: Telelavoro da casa o domiciliare, Telelavoro mobile, Telelavoro da centri satellite o di vicinanza, Telelavoro office-to-office, Azienda virtuale.
Tratto da un sito web dedicato al telelavoro per i disabili
Eva - Segretaria Virtuale- MBCenter Srl
La segretaria virtuale il lavoro del futuro? O dell’immediato presente? Riceviamo continuamente annunci di ragazze e signore che si propongono per questo tipo di lavoro ma navigando in internet vengono fuori le tante società che lo offrono come servizio e tantissime le donne che lo vogliono fare. Qui di seguito riporto alcuni annunci trovati in rete:
* 25 anni, 4 Lingue Straniere, cerco lavoro project based/a tempo indeterminato/part-time come corrispondente estero, interprete, segretaria virtuale.
* Signora 32enne, italiana con esperienza pluriennale offresi per segretariato virtuale, data entry, telemarketing e presa appuntamenti……….
* Sono una donna di 50 anni con tanta voglia di lavorare mi propongo come segretaria virtuale a medici, liberi professionisti, Offro disponibilità e serietà.
Una delle tante email ricevute :
Ho letto della vostra agenzia sulla rivista di Millionaire e da li sono approdata al vostro sito.
Sono interessata ad avere informazioni su quali esperienze dovrebbe avere una segretaria virtuale.
Ho 47 anni, sposata, una figlia, abito a Milano.
Sono nata a Sydney (Aus) ma in Italia dal '70, parlo inglese e ho la doppia cittadinanza.
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Probabilmente sono troppo "vecchia" ma provo lo stesso a contattarvi.
Dagli annunci si nota che questo lavoro è ricercato solo da donne, che l’età è davvero
variegata e che l’esperienze lavorative sono davvero diverse fra di loro.
Qualche tempo fa un blog americano riportava la differenza tra una personal assistant ed una virtual assistant : tutte e due sono esperte nel lavoro segretariale ma mentre la virtual assistant ha la piena libertà di gestire il suo lavoro in qualunque posto ed in qualunque momento senza il bisogno di trattare faccia a faccia i clienti, la personal assistant deve sapersi relazionare con i clienti e può dover sbrigare altri lavori non tipicamente d’ufficio come andare a pagare bollette, passeggiare il cane del titolare…….La scelta dell’uno o dell’altro lavoro dipende dalla propria personalità e preferenza.
In questi Paesi il lavoro della segretaria on line è molto conosciuto e vissuto diversamente che da noi, lo capiamo dalle richieste di informazioni che ci arrivano da chi si candida a questo lavoro.
Chiedono approfondimenti sul tipo di lavoro e pensano che come nei paesi anglosassoni bisogna fare dei corsi per conseguire una qualifica…in Italia non sono previsti corsi per imparare il lavoro della segretaria in rete, ma da segretaria virtuale dico che non bisogna credere che basti una calda voce, un telefono ed un computer per improvvisarsi SEGRETARIA VIRTUALE.
Bisogna essere professionali ed efficienti e soprattutto essere molto flessibili…le chiamate sono tante e diversi i clienti da gestire.
Segretaria o Segretaria on line? A voi (donne) la scelta.....
Eva - Segretaria Virtuale - MBCenter Srl

Innanzitutto spiego cosa sono i call center: sono dei centri di concentrazione delle chiamate telefoniche provenienti dai clienti che hanno bisogno di assistenza o informazioni e l’attività può essere svolta da operatori o risponditori automatici.
I call center si dividono in outbound e inbound: nel primo caso si intendono le chiamate telefoniche in uscita effettuate da un call center che si può occupare di telemarketing, nel secondo invece le chiamate ricevute in entrata.
Nel telemarketing attraverso un colloquio telefonico, svolto con liste di nominativi, lo scopo è proporre delle offerte commerciali che talvolta si rivelano delle truffe. In tal caso è interessante un articolo “Telefonate pubblicitarie: molte chiacchere e poca chiarezza”.
Questo tipo di telefonate non sono bene accette dalla gente perché non sono richieste, sono considerate una violazione della privacy, disturbano e fanno perdere tempo.
Il servizio di segretariato ad ore, quello che facciamo noi, è una sorta di call center inbound: riceviamo chiamate per conto dei nostri clienti, possiamo fornire assistenza in alcuni casi, in altri prendiamo i messaggi, in altri ancora gestiamo l’agenda degli appuntamenti.
Siamo persone in carne ed ossa, non disturbiamo nessuno, offriamo un servizio alle persone che ci chiamano secondo specifiche esigenze dei clienti che desiderano il segretariato virtuale, rispondiamo in modo personalizzato e soprattutto agevoliamo il lavoro e le risorse economiche di società, professionisti, artigiani che non possono o non vogliono permettersi del personale segretariale.
Eva – Segretaria Virtuale – MBCenter Srl